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MORTE NELLA COMUNITA’ . Bufera sul centro antidroga dopo i misteriosi decessi di due tossicodipendenti Lecco, il giallo di Narconon

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Una donna: mio nipote truffato con la scusa del ” recupero “

Il Comitato dei cittadini per i diritti umani (CCDU) Onlus è stata fondata dalla chiesa di Scientology  

http://archiviostorico.corriere.it/1995/febbraio/21/Lecco_giallo_Narconon_co_0_95022111670.shtml
MORTE NELLA COMUNITA’ . Bufera sul centro antidroga dopo i misteriosi decessi di due tossicodipendenti TITOLO: Lecco, il giallo di Narconon Una donna: mio nipote truffato con la scusa del “recupero” – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – TACENO (Lecco) . Prima Giuseppe, tre giorni dopo Paride. Due morti che pesano sul centro Narconon Tucano di Taceno, Valsassina. Due ragazzi, 26 e 22 anni, da pochi giorni arrivati in comunita’ nella speranza di uscire dalla droga. I “programmi di recupero”, ispirati ai princi’ pi di Ron Hubbard (“ma noi siamo laici, non la Chiesa di Scientology”), le bombe vitaminiche (per lo piu’ confezioni con etichette straniere), i certificati medici: tutto e’ gia’ sul tavolo del pm lecchese Bruno Casciarri che ieri ha inviato i carabinieri nell’ ex albergo Tartavalle, da quasi due anni trasformato in un’ oasi di speranza per i tossici. Oggi stesso, il giudice nominera’ il perito per l’ autopsia sulla seconda vittima. Ma per capire davvero che cosa sia accaduto, occorreranno giorni di minuziose indagini. Gia’ per la morte di Giuseppe Tomba di Solaro, nel Milanese . una confidenza limitata e piuttosto recente con l’ eroina ., stroncato da un attacco di cuore in una stanza del “Tucano”, erano stati emessi dieci avvisi di garanzia a carico dei responsabili del centro. La loro posizione (ipotesi: omicidio colposo e omissione di soccorso) ora potrebbe appesantirsi con il secondo decesso: Paride Elia di Grassobbio, nel Bergamasco . inutile per lui il ricovero a Lecco: e’ deceduto dopo tre giorni di agonia ., era rimasto segnato a fondo dalla droga. E preoccupati solo di farlo accogliere nell’ ultima spiaggia di Taceno, dicono adesso i responsabili del centro, i genitori non si erano preoccupati nemmeno di rivelare che il giovane soffriva di un’ insufficienza renale ereditaria, peggiorata ovviamente dalla convivenza con la droga. Del grave disturbo si e’ venuto a sapere troppo tardi, assicurano a Taceno. Sono state le “cure” in comunita’ a compromettere definitivamente il fragile organismo di Paride? “Impossibile . replicano gli operatori .. Nei primi giorni di comunita’ si punta solo a vincere la fase dell’ astinenza. Massaggi distensivi, colloqui per aiutarlo a superare il muro di Berlino dell’ incomunicabilita’ cui sono condannati i tossici. Le vitamine? Ne diamo quante se ne potrebbero assumere mangiando qualche arancia. Le saune e altri piu’ energici interventi vengono in un secondo tempo”. Ancora prima della sequenza di morti misteriose, l’ Usl di Lecco aveva puntato gli occhi su Taceno. La comunita’ , che definisce non terapeutico ma solo “didattico” il programma di recupero (manca infatti un servizio medico interno), non figura tra quelle riconosciute dalla Regione. Un supplemento d’ indagine sulla reale natura dei trattamenti era stato affidato nelle scorse settimane all’ anatomopatologo Enrico Cristofori, in servizio all’ ospedale lecchese. Cristofori si trovava al Narconon . ecco un’ altra coincidenza di questa tragica settimana . quando Giuseppe ha sentito scoppiare il cuore. Giovedi’ , il medico depositera’ in Procura le risposte ai quesiti posti dal magistrato: e’ prudente affidare una settantina di tossici, spesso in condizioni tanto delicate, a trattamenti di questo tipo senza un costante controllo medico? E che effetti possono avere su un fisico debilitato un’ innocua vitamina o quattro ore di sauna al giorno? Tanto piu’ che i prodotti somministrati a Taceno . magnesio e sali minerali, oltre alle vitamine . non sono facilmente reperibili sul mercato italiano: le confezioni recuperate dai carabinieri sono made in Los Angeles e a Milano vengono distribuite, tra l’ altro, dalla “Natural Life” di via Cadamosto, indirizzo che corrisponde proprio a quello dell’ “Associazione per un futuro migliore”, coordinamento dei tredici centri Narconon della penisola (350 assistiti). “Noi non guariamo con le vitamine che servono solo a rinforzare l’ organismo . sottolinea Giovanni Citterio “salvato” dal precipizio della droga proprio dai metodi Narconon e poi, come tanti con la sua storia, diventato operatore volontario nella comunita’ .. Obbiettivo di fondo e’ restituire la dignita’ umana, i valori della persona a chi li ha smarriti. Solo questo programma didattico puo’ aiutare a uscire dal tunnel. Non certo metadone o psicofarmaci vari. Queste cose, io, le ho sperimentate sulla mia pelle”. In discussione, pero’ , non e’ solo il “programma” di recupero. C’ e’ anche il sospetto che, dietro lo spirito umanitario, si contrabbandi un grosso business. Con metodi ai limiti della legge. Racconta la zia di Antonio, 22 anni: “Mio nipote l’ hanno avvicinato intorno alla stazione, dove andava a rifornirsi di droga. Lui non era in grado di capire e dopo avergli promesso mari e monti, se lo sono portati a Taceno. In cambio, volevano solo un’ offerta. Ma dopo pochi giorni hanno chiesto cinque milioni e, poi, altri dieci. Abbiamo aperto gli occhi e siamo andati a portarlo via dal centro quasi a viva forza, perche’ non volevano mollarlo. “Nella sauna mi sembrava di morire”, diceva Antonio rosso come un peperone. Una colossale truffa”. “Ma come potremmo usare il raggiro, se puntiamo al recupero? . dice Giovanni Citterio . Interveniamo sempre su richiesta e la forza la usiamo solo se il ragazzo minaccia di bucarsi. Quanto ai costi, sono quelli necessari per tenere un ambiente pulito. Ma chi non e’ in grado di sostenerli, e’ accolto anche gratis”.
Battistini Francesco, Biglia Andrea
Pagina 47
(21 febbraio 1995) – Corriere della Sera